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occhicheparlanoADAMO D. Ritrattista RITRATTO
Il ritratto non costituisce la semplice copia bidimensionale del volto di una persona.
Nella fotografia la capacità di cogliere l’essenza di un individuo, è dovuta semplicemente alla capacità del fotografo di cogliere l’attimo in cui il soggetto esprime la propria intimità.
La pittura richiede un livello superiore di sensibilità.
Un ritratto prende vita esclusivamente nell’attimo in cui lo sguardo diviene luminoso al punto da sembrare vivido.
Il gioco di luci e di ombre che da profondità alle immagini bidimensionali, necessita di accuratezza maggiore nella “pittura” dello sguardo.
Il punto luce non è come per altre parti del viso, una pennellata bianca.
Le dimensioni, la forma, la sfumatura sia del colore bianco del riflesso di luce, che del suo corrispondente punto d’ ombra devono amalgamarsi con una precisione infinitesimale.
L’ occhio non è una sfera di vetro.
Gli occhi, come si è soliti dire “sono lo specchio dell’anima”.
Se chiedeste ad un ottico come funziona la vista, vi risponderebbe pressappoco così:
“La luce proveniente dall’ambiente che ci circonda va a colpire la parte interna dell’ occhio dopo aver attraversato la pupilla; da qui attraverso fasci di nervi ottici viene inviata al cervello che la elabora trasformandola in immagine, ect”
Ciò che l’ottico non dice (forse perché non sa), è che il cervello crea un immagine di riflesso che viene di nuovo trasmessa all’occhio. Forse, se potessimo proiettare tale immagine su un pannello, vedremmo la rappresentazione grafica delle emozioni.
Quell’immagine riflessa rimane impressa nello sguardo. L’ occhio funge in codesta maniera da superficie su cui l’emozione si proietta.
Così, la particolare luce che rende l’occhio vivo, che ci fa percepire l’emozione di chi condivide con noi uno sguardo, che se dotati di un buon livello di empatia e sensibilità ci parla di quella persona.
Cosa ci dice? Ci dice il modo in cui quella “persona” vive le emozioni; ci dice come quella “persona” abbia sviluppato la propria interiorità, come gli eventi ad “essa” circostanti abbiano modellato la personalità della “stessa”.
Spesso mi capita attraverso la semplice osservazione di una fotografia di saper cogliere le sfumature dell’animo. Non tutte le foto ci ritraggono, ovvero, non tutte parlano di noi.
Mi è capitato sovente anche di venir interrotto nel descrivere ciò che taluno sguardo mi comunicasse, proprio per la mia capacità di scavare affondo quasi a mettere a nudo alcune caratteristiche e peculiarità, in modo disarmante; esperienza vissuta con stupore poiché, generalmente l’osservazione si sofferma sulla superficie.
E’ necessario conoscere perciò le pieghe dell’ animo umano per potere conferire la giusta “luce” allo sguardo che rende vivo il ritratto.
Non è una questione metrica, di proporzione di quello spazio che una volta colorato di bianco fungerà da riflesso di un lampo di luce.
Si deve vedere oltre l’ immagine che deve comunicarci l’ essenza della persona.
Solo allora;
si avesse anche cercato per ore quella stilla di luce, senza dover nemmeno più dosare il tocco, ne individuare il punto in cui lasciare che il pennello carezzi la tela, solo allora,
come per magia quello che sino a pochi attimi prima era un disegno colorato, si anima.
Io stesso sono stato colto dall’estasi; ogni qual volta dopo aver terminato la stesura del colore tentando di dar vita allo sguardo, mi sono accorto che con l’ultima inconsapevole pennellata, ho “dato vita” all’ opera.
In un attimo infinitesimale ed eterno al contempo, cogli lo sguardo.
Il ritratto ti parla. Non è più un foglio colorato, ma il soggetto stesso del dipinto che ti parla di se.
Adamo D. August 21 Si.
Silvia Oli su carta (2007) Leggi nota dell'autore.
ISABELLA
Isabella Olio su carta (2008)
Leggi nota dell' autore CUCCIOLI - LAGUNA![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. ![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Cuccioli Laguna Matita nera (2008)
Leggi nota dell'autore. SHINA![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Shina con la sua maglietta sporca e colorata, tiene in mano un piccolo tesoro, un pezzo di pane. Il suo sguardo è fiducioso e carico di speranza. Solo lievemente segnato della sciagura che la vede coinvolta. Grazie a due persone come Emilia e Miguel può ancora accennare il sorriso di bambina.
http://chakaraemilia67.spaces.live.com/
Shina - matita (2008) ANNI 70'
Anni 70' Olio su carta (2007)
Leggi nota dell' autore. OCCHI
Adamo
Silvia
Oli su carta (2007) LO SPECCHIETTO RETROVISORE
Lo specchietto retrovisore Olio su carta (2007) Leggi nota dell' autore. NOTE DELL' AUTORE---------------------------------------------- 1à nota Matita nera
Laguna - Cuccioli
Ho sempre prediletto la pittura ad olio evitando accuratamente il disegno. Ho sempre ritenuto di non essere capace di dar vita ad
un' immagine col solo utilizzo del chiaro scuro. Capita una giornata di pausa lavorativa, un po' di tempo libero da poter impiegare senza stress, et voilà: il Bianco e Nero.
2à nota
ISABELLA
C’è una sottile linea di confine che separa la realtà dai molteplici “mondi virtuali”.
L’ immaginario dell’autore è costantemente in bilico su questa linea; alla ricerca dell’equilibrio tra un reale che per molto tempo si è avvalso dell’ immagine quale sinonimo do apparenza ed un virtuale dove il linguaggio verbale la fa da padrone.
Attraverso la comunicazione verbale si tenta di far emergere un interiorità sopita dietro la maschera multistrato che ci ricopre nella quotidianità.
Ma sia l’ “immagine” che la “parola” sono finzione.
Soltanto attraverso lo sguardo si può cogliere la vera essenza di un essere umano.
Dagli occhi si propaga quella particolare luce espressione dell’ animo.
ISABELLA abbassa per un attimo gli occhiali da sole dalle lenti scure, mostra i propri occhi, ma lo sguardo esprime titubanza nel mettere completamente a nudo il proprio animo.
Verrebbe da dire osservando il ritratto: “Le manca solo la parola”.
------------------------------------------ 3à nota LO SPECCHIETTO RETROVISORE Disegno, pittura, fotografia. Rappresentazioni grafiche di una realtà quadrimensionale su superficie bidimensionale. Sono molteplici i modi attraverso i quali si tenta di dare un interpretazione a tali rappresentazioni. Gli stessi critici cercano di collocare i dipinti nel contesto in cui l’artista si trovava al momento della rappresentazione. Gli psicanalisti si avvalgono dell’immagine per analizzare la personalità. Secondo alcuni studi il “foglio” si suddivide in 5 parti. Lati: sinistro, destro, inferiore, superiore. Centro. Il lato sinistro rappresenta le origini, la nascita, il passato. Il lato destro il futuro, la via verso la condizione mortale. Il lato inferiore, la praticità, il contatto con la dimensione materiale. Il lato superiore, la sfera mistica ed emotiva. Il centro, il presente, l’io attuale. Il lato sinistro mostra uno spicchio del finestrino, purezza e chiarezza si assottigliano col passare del tempo. Il lato destro mostra un futuro incerto e oscuro con la tendenza ad una apertura verso un concezione mistica. La parte inferiore è solida, ma inaridità. Lato superiore. Una predominanza di colore verso la sommità che non indica una maturazione di un credo religioso rigido e schematizzato in dogmi secolari, ma più giocosamente una concezione della sfera mistica aperta alla fantasia. Una ricerca di bellezza. Il centro. Nello specchio si riflette un presente permeato di un azzurro degradante; l'interno dell'abitacolo vuoto ad indicare un vuoto esistenziale che potrebbe risolversi in un viaggio, alla ricerca dell'essenza della verità. Il fusto d'albero centrale focalizza il concentrarsi verso tale ambizione. Inizialmente l'idea del riflesso mi portava ad illustrare un corpo penzolante da una "forca" appesa ad un ramo, un suicidio metaforico, la morte del passato.
--------------------------------------------- 4à nota
ANNI 70
Due delle mie 4 sorelle, una amica d'infanzia ed io.
Notare: le dimensioni reali dei volti dei bambini, 3 cm, ed i particolari riprodotti. I contorni degli occhi hanno una dimensione inferiore al millimetro
---------------------------------------------- 5à nota SI.
Anche questo è amore.
"AMORE". Parola che assume il significato che le attribuiamo. Parola che a molti fa paura. Ti conosco poco. Sarò pur presuntuoso, ma ho visto migliaia di volti e di persone; so riconoscere il carattere e la personalità di un essere umano basandomi su piccoli, ma non insignificanti particolari. Non potrei non amarti nemmeno se fossi la peggiore cosa che mi sia capitata. Solo ora capisco; ho rivisto alcune foto. Si può essere felici anche soltanto sapendo che una persona esiste. Senza avere più sue notizie. Quello che ho ricevuto, preso, rubato. Di più non so dire... Grazie "piccola" amica. Ho amato il tuo cercarmi, il tuo prendere da me qualche abbraccio (non virtuale), la tua bellezza, il tuo sguardo, la luce che vedendoti anche solo una volta mi ha folgorato per ben tre volte ogni quando hai guardato dritto nella cam, la dolcezza del tuo sorriso. Tutto questo lo espresso attraverso ben due ritratti, che non sono fogli colorati da una mano abile ed esperta, ma passione fulminea. |
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